Situata sul pendio della collina di Fiesole, nell’elegante frazione di Maiano, la Villa offre una splendida vista sul paesaggio di Firenze e Fiesole.Il proprio soprannome datogli nel XX secolo “La sfacciata”, lo deve alla posizione dominante su Firenze e al vasto parco che la circonda.
In origine la Villa era una graziosa casa di campagna medioevale nel XIV° secolo; i documenti catastali del tempo, infatti, dimostrano che la Villa venne trasformata in un palazzo dalla famiglia Bardi successivamente all’acquisto datato1427. Dopo esattamente vent’anni, nel 1447, trovò un nuovo proprietario. Quel Nicola Tegliacci che gli diede il nome di “Palagio Tegliacci”.
Passarono molti secoli in cui della Villa non si ebbero notizie rilevanti, fino a quando la famiglia Salviati non si adoperò per un restauro in grande scala con l’intento di ridare l’aspetto originale precedentemente modificato nel XIV° secolo.La Villa acquistò quindi il nome, ancora attuale, di “Salviatino” e per tutto il XVI° e XVII° secolo la famiglia ne rimase proprietaria..
Grazie alle informazioni carpite in un documento del 1654 fu possibile comprendere come l’arredamento sotto la famiglia Salviati, divenne sfarzoso e le decorazioni ne risaltassero la magnificenza. La famiglia Salviati fece della villa un centro di incontro della buona società dell’epoca in cui era possibile incontrare e scambiare opinioni con ospiti illustri come il poeta e scienziato Franesco Redi che nel suo poema “Bacco in Toscana” scrisse: "... Fiesole viva, e seco viva il nome del buon Salviati, ed il suo bel Majano ... "(Viva Fiesole! E con essa la bella Majano dove abita il mio buon Salviati). 
Dal XVII° secolo, nonostante il susseguirsi di diversi proprietari, la villa non mutò più il proprio aspetto fino al 1871. In quella data con l’acquisto di Pietro Pagliano, venne aggiunta la torre merlata che deturpò l’eleganza originale della villa.
Nel 1882 la Villa divenne proprietà della Thomas Phelps, che iniziò un programma di lavori di restauro completo. I lavori vennero affidati all’'architetto Corinto Corinti che costruì una grande scalinata centrale e grandi portali in stile“cinquecentesco”. Ridusse la torre, progettò un nuovo ingresso per le carrozze, sovrastato da un giardino, che ancora visibile. In fine ristrutturò il parco con l'aggiunta di un giardino all'italiana. Il pittore Augusto Bruschi inoltre, effettuò lavori decorativi su pareti dipinte in stile medievale e neo-cinquecentesco.
La Villa passò quindi nelle mani della famiglia Carrega di Lucedio ed infine,in quelle del critico d'arte, giornalista e scrittore Ugo Ojetti e sua moglie Fernanda.
Nel diario di lavoro di restauro dell’architetto Lusini è riportata più volte la parola “demolizione”. Tutti gli elementi e le strutture medioevali vennero infatti demoliti e ridisegnate.Il nuovo intervento ridiede alla Villa la semplicità e allo stesso tempo l’aspetto sontuoso originale.Le pareti di intonaco bianco contrastano la tipica colorazione grigia della  “pietra serena” dell’Appennino Tosco-Emiliano utilizzata per soglie degli ingressi e dei camini, nel pieno rispetto della tradizione locale.L’elegante interno si compone di una collezione d’arte di grande valore, che dona armonia generale all’ambiente.Grazie alla coppia dei  nuovi proprietari “Ojetti e signora” il “Salviatino” divenne uno dei salotti culturali più vivaci del tempo fino alla II^ guerra mondiale. Da allora è seguito un periodo di silenzio e abbandono. Ma ora, finalmente per il “Salviatino” un nuovo periodo d’oro sta per iniziare.
© 2009 IL SALVIATINO
P.IVA : 05844440965

Via del Salviatino 21
Firenze 50137
ITALIA
+39 055 9041111
+39 055 0150201
MPg